I 10 anni del Dese Casinò di Venezia. Intervista a Matteo Prandin
Giovedì, 02 Agosto 2007 @ 18:55:00
Quando il Dese muoveva i primi passi nel campionato di C2 c’era lui in porta. Oggi, dieci anni dopo, con il campionato di A2 2007-08 all’orizzonte, lo ritroviamo ancora pronto a fare la sua parte tra quei pali. Una “vacanza” in effetti c’é stata: fu nel 2000-01 quando, spinto dal desiderio di misurare il suo talento ad alti livelli, vestì la maglia biancorossa dell’Arzignano-Grifo in A2.
Dopo quell’esperienza, che lo trasformò profondamente, tornò al primo amore per trasmettere agli altri l’esperienza acquisita e far diventar grande anche la “sua” società. Sì, perché il Dese è anche una “sua” creatura e ce lo spiega in questa intervista che chiude il ciclo delle "celebrazioni" per il decennale.
Il Dese Casinò di Venezia ha appena compiuto dieci anni. In questa realtà sei nato e cresciuto, con essa ti sei evoluto e ancora oggi ti troviamo nel roster per la prossima stagione. Cosa ricordi degli inizi? In generale qual è il ricordo più bello? Quello più brutto?
Ricordo che dieci anni or sono degli amici decisero che era ora di fare sul serio e misero in piedi una squadra destinata a diventare grande anche grazie al gruppo e alla realtà familiare che ha sempre contraddistinto questa formazione. Sono orgoglioso di quanto abbiamo saputo fare in questo decennio e spero veramente si tratti di un punto di partenza e non di arrivo. Ho un sacco di bei ricordi legati a questi anni, ma personalmente quello che preferisco è la finale per andare in serie B giocata a Belluno. Il più brutto e l'infortunio di due anni fa che ancora non mi da pace.
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